c's profile-=Ben=- la 13 oraPhotosBlogListsMore Tools Help

c s

Occupation

-=Ben=- la 13 ora

potete rinchiudere me ma non le mie parole
Photo 1 of 10
August 03

ogni maledetta domenica

Non so cosa dirvi davvero.
Tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale.
Tutto si decide oggi.
Ora noi, o risorgiamo come squadra, o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l'altro, sino alla disfatta. Siamo all'inferno adesso, signori miei. Credetemi.
E... possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce.
Possiamo scalare le pareti dell'inferno un centimetro alla volta.

Io però non posso farlo per voi, sono troppo vecchio.
Mi guardo intorno vedo i vostri giovani volti e penso... certo che... ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare. Sì perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio.
Sapete col tempo, con l'età tante cose ci vengono tolte ma questo fa... fa parte della vita.
Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri. E così è il football.
Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine d'errore è ridottissimo. Capitelo...
Mezzo passo fatto un po' in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ci sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.
In questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro.
Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire.
E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro.
E io so che se potrò avere un'esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì. In questo consiste, e in quei 10 centimetri davanti alla faccia.

Ma io non posso obbligarvi a lottare! Dovrete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi. Che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.
Questo è essere una squadra, signori miei!
Perciò... o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente.
È il football ragazzi! È tutto quì.
Allora, che cosa volete fare?
July 18

----

...In un altra occasione vi ritrovereste col cervello spappolato ma per vostra fortuna mi avete trovato in un momento di transizione...
March 03

il cielo è vuoto il cielo è pieno

Il mio amico Remo è cotto
son troppe sere che va troppo in là e ci va di brutto
troppe sveglie con un cerchio cane
troppe fughe da dei letti solo per non dire un ciao
per non baciare mai.
Se il cielo è vuoto o il cielo è pieno
lui dice che ci guarderà da solo poi.

Il mio amico Cico è cotto
non l'ho mai beccato sciolto o ciucco,
è così corretto
che ogni tanto io lo invio a cagare
ma bene o male
fra il Rosario e il valium io lo so cos'ha
di cui non mi dirà.

Se il cielo è vuoto o il cielo è pieno
il giorno che gli viene un dubbio creperà.
Se il cielo è vuoto o il cielo è pieno.

Sotto il cielo di Bologna
fra felicità e vergogna c'è già la spinta per vivere.
Sotto il cielo di Dublino,
Cairo, Bogotà e Pechino c'è già il motivo per vivere.

Io non so se sono cotto
certi giorni non mi basta ciò che vedo
e sento e tocco
però so che non so stare fermo
e so che cerco
e so che tante volte trovo e perdo qui
fra corpi solidi.

Se il cielo è vuoto o il cielo è pieno
il giorno che che ci guarderemo si saprà
February 14

red line

Un uomo puo' fare una sola cosa, trovare una situazione che sia sua, crearsi un'isola attorno. Se non ti incontrero' mai in questa vita, almeno che io senta la tua mancanza. Uno sguardo dei tuoi occhi e la mia vita sara' tua. Dove eravamo insieme, chi eri tu ? Quello col quale ho vissuto, camminato, il fratello, l'amico. Buio da luce, conflitto da l'amore. Sono il frutto di una sola mente, il tratto di un solo volto. Oh anima mia, fa che io sia in te adesso, guarda attraverso i miei occhi, guarda le cose che hai creato. TUTTO RISPLENDE.
January 17

la fine

....C'era tutto, ma non c'era una fine. Quel che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del Mondo.
Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti inziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu Ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita. se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio. Cristo, ma le vedevi le strade? Anche solo le strade, ce n'era a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una, a scegliere una donna. una casa. una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire. Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce. E quanto ce n'è. non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormità, solo a pensarla? A viverla....
Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone alla volta. E di desideri ce n'erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua ed una poppa. Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita. Io ho imparato così. La terra, quella, è una nave troppo grande per me. E' un viaggio troppo lungo. E' una donna troppo bella. E' un profumo troppo forte. E' una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro.
December 15

Morì all'alba

Notte di quattro lune
e un solo albero,
con un'ombra sola
e un uccello solitario.
 
Sulla mia carne cerco le
impronte delle tue labbra.
La fonte bacia il vento
senza toccarlo.
 
Porto il No che mi hai dato,
sul palmo della mano,
come un limone di cera
quasi bianco.
 
Notte di quattro lune
e un solo albero.
Sulla punta di un ago
il mio amore sta girando!
December 12

war

Ho osservato, una lumaca, che strisciava sul filo di un rasoio, e' un sogno che faccio, è il mio incubo, strisciare scivolare lungo il filo di un rasoio e sopravvivere. Ho visto degli orrori,orrori che ha visto anche lei, ma non avete il diritto di chiamarmi assassino, avete il diritto di uccidermi, questo sì, avete il diritto di farlo ma non avete il diritto di giudicarmi. Non esistono parole per descrivere lo stretto necessario, a coloro che non sanno cosa significhi l'orrore. L'orrore. L'orrore ha un volto e bisogna essere amici dell'orrore, l'orrore è il terrore morale ci sono amici in caso contrario, allora diventano nemici da temere. Sono i veri nemici. Ricordo quando ero nelle forze speciali, sembra siano passati mille secoli. Siamo andati in un accampamento per vaccinare dei bambini; andati via dal campo, dopo averli vaccinati tutti contro l'abolio, un vecchio in lacrime ci raggiunge correndo, non riusciva a parlare. Allora tornammo al campo, quegli uomini erano tornati e avevano mutilato a tutti quei bambini il braccio vaccinato. Stavano lì ammucchiate un mucchio di piccole braccia, e mi ricordo, che io ho, io ho pianto come, come una povera nonna, avrei voluto cavarmi tutti i denti, non sapevo nemmeno io cosa volevo fare. Ma voglio ricordarmelo non voglio dimenticarlo mai, non voglio dimenticarlo mai. E a un certo punto ho capito, come se mi avessero sparato, mi avessero sparato un diamante, un diamante mi si fosse conficcato nella fronte e mi sono detto: Dio che genio c'è in quell'atto, che genio. La volontà di compiere quel gesto, perfetto, genuino, comlpleto, cristallino, puro. Allora ho realizzato, che loro erano più forti di noi, perchè loro riuscivano a sopportarlo, non erano mostri, erano uomini. Squadre addestrate. Questi uomini avevano un cuore, avevano famiglia, avevano bambini, erano colmi d'amore, ma avevano avuto la forza. la forza...di farlo. Se avessi avuto dieci divisioni di uomini così, i nostri problemi sarebbero finiti da tempo. C'è bisogno di uomini con un senso morale e allo stesso tempo capaci di utilizzare il loro primordiale istinto di uccidere, senza sentimenti, senza passione, senza giudizio, senza giudizio, perchè è il giudizio che ci indebolisce.